Alcune ricette di verdure

Verdure in gratin

Ingredienti per 4 persone
4 pomodori maturi
2 melanzane lunghe
4 zucchine
2 cipolle
due cucchiai di pangrattato per ogni verdura
6 cucchiai di olio
uno spicchio di aglio, prezzemolo, 5 o 6 acciughe sotto sale, un pizzico di sale fino

Preparazione

Tagliate le verdure in orizzontale, scolatele se è il caso e toglietene parte dell’interno e mettetele a riposare con un po’ di sale fino. Tenete da parte l’interno di un pomodoro.
Tritate finemente l’aglio e il prezzemolo e mischiate bene con le acciughe, l’olio e l’interno del pomodoro che avevate tenuto.
Quando si è formato un impasto fine, aggiungete il pangrattato e mischiate fino ad amalgamare il tutto.
Con questo impasto riempite le verdure e mettetele in forno ben caldo (200°) o, meglio ancora sulla grata di un focone di carbonella ridotta a brace.
Fate cucinare fino a quando le verdure non appassiscono e il gratin di pangrattato non si è ben indorato.
Potete servire sia caldissime che fredde dopo un riposo di qualche ora.

Con cosa.

Contorno di gran sapore che nelle occasioni estive può ben fungere da secondo. come contorno si sposa con le arrostite di pesce o con carni bianche. Si abbina con vini leggeri e freschi come i trebbiani o i bianchelli.

Verdure alla griglia

Ingredienti per 6 persone
2 melanzane lunghe
2 peperoni
6 zucchine
120 cc di olio extravergine
6 spicchi di aglio, prezzemolo, sale fino
200 gr di sale grosso

Preparazione

La difficoltà non sta nella ricetta in se, ma nell’accuratezza che ci vuole nel taglio delle verdure e nella pazienza di starle a rigirare mentre si cuociono. Ne vale la pena però.

Tagliate le melanzane a fette tonde avendo cura che siano dello stesso spessore attorno al mezzo centimetro e mettetele a riposare una mezzora in abbondante sale grosso, per togliere l’amaro.
Tagliate a strisce i peperoni; lo stesso per le zucchine con strisce dello spessore di 3 – 4 millimetri.
Preparate tre terrine, una per ogni tipo di verdura, dove mettete l’olio, il sale un paio di spicchi d’aglio ciascuna e il prezzemolo ben tritato.
Scaldate a fuoco moderato la griglia e metteteci le verdura avendo cura di rivoltarle un paio di volte mentre si cuociono; man mano che si cuociono mettete nelle terrine immergendole nell’olio.
Prima di servire fate raffreddare.

Con cosa.

Adatto anche come antipasto, comunque in occasioni estive in accompagnamento quasi a tutti cibi. Si abbina con vini bianchi fermi ma saporiti.

I cinque sport più popolari in Italia

Lo sport nazionale in Italia è il calcio: così come nella maggior parte dei paesi nel mondo, il gioco del pallone è in grado di suscitare emozioni, unire nelle differenze e insegnare ad accettare le sconfitte. LItalia detiene diversi record nella disciplina del calcio: dopo il Brasile è titolare della Nazionale con più vittorie ai Mondiali (quattro), mentre in Europa può vantare la città che ospita due squadre vincitrici agli Europei, Milano. Il secondo sport più amato dagli italiani è lautomobilismo. Non per altro i motori fanno parte della storia stessa del paese: italiani i natali di mostri sacri delle quattro ruote come Enzo Ferrari, fondatore del Cavallino, e Tazio Nuvolari, leggenda delle corse su strada. Durante i primi decenni del Novecento nacquero diverse competizioni legate alla nascente tecnologia automobilistica, come la Targa Florio e la Mille Miglia. Ancora oggi automobilismo e motociclismo vantano una tifoseria ampia e appassionata, pronta a seguire Formula 1 e Motomondiale gara dopo gara. Tra gli sport più popolari in Italia cè anche il ciclismo, in particolare quello su strada. LItalia è patria dellomonimo Giro, nato durante i primi anni del Novecento e diventato col tempo uno degli eventi ciclistici più importanti in assoluto, dopo il Tour de France e la Vuelta a España. Seguiti e osannati anche i campioni di nuoto, tuffi e pallanuoto: lo stivale a conti fatti è circondato dal bel Mar Mediterraneo e lacqua (salata) è lelemento primario del nostro popolo. La nazionale maschile di Pallanuoto italiana si è aggiudicata tre importanti tris: tre medaglie doro alle Olimpiadi, tre vittorie ai campionati europei e altrettanti ai mondiali; quella femminile ha vinto invece quattro volte gli europei e due volte i mondiali, conquistando loro olimpico nel 2004. Infine, uno degli sport che ultimamente sta riscuotendo un discreto successo è il rugby a 15. In Italia questo sport ha una tradizione antica, sebbene le sue tifoserie siano state storicamente surclassate da quelle calcistiche. Ultimamente il rugby sta sperimentando una grossa popolarità: nel 2000 la nazionale italiana è stata inserita nel famoso Torneo Cinque nazioni, che per loccasione è stato ribattezzato Sei nazioni. In questi anni i campioni azzurri sono riusciti a portare a casa diverse vittorie, tra cui la storica partita Italia-Francia del marzo 2011, dove il match si è chiuso con un emozionante 22-21.

Cosa fare e cosa non fare al casinò

Sebbene ispirino come prima cosa divertimento e adrenalina, i casinò sono controllati come i caveau di una banca. Sono luoghi dove gira unenorme quantità di denaro, frequentati spesso e volentieri da personaggi di spicco e impostati su di un relativamente rigido codice di comportamento. Il divertimento sta anche qui: nel calarsi in un mondo a parte fatto di papillon e di abiti femminili scintillanti e raffinati. Ogni casinò ha le sue regole, che più o meno sono sempre le stesse. I casinò online meritano invece un discorso a parte, data la ovvia differenza con le sale da gioco tradizionali. I visitatori dei casinò reali sono invitati a seguire una serie di istruzioni più o meno rigide, dal dress code ai dettami sul comportamento. Il test sulletà è il primo step da superare: chi ha meno di 18 anni non può entrare, farà fede la carta didentità, che deve essere mostrata su richiesta allingresso. Nei casinò vige anche un determinato dress code, che vorrebbe uomini e donne abbigliati secondo parametri di eleganza e distinzione. Bisogna ammettere tuttavia che questa regola viene di sovente aggirata; di fronte ai turisti in camicia fiorita si tende spesso a chiudere un occhio. Questo non accade, invece, per comportamenti scorretti di altro genere, come il fumo laddove non è consentito o qualunque atteggiamento che possa alterare le normali attività del salone o disturbare chi vi presta servizio. Per quanto riguarda lingresso, a volte è gratuito e a volte non lo è. A Montecarlo, per esempio, uno dei tre casinò esistenti è a pagamento (il casinò Municipale) mentre i restanti sono a ingresso libero. Tra le cose da non fare al casinò, segnalo anche alcuni accorgimenti da prendere per non cadere nella trappola del gioco patologico: non superare la propria soglia di budget giornaliero, non dimenticarsi che il gioco dazzardo non può essere un lavoro ma solo un divertimento da prendere con le dovute precauzioni e, infine, non giocare puntando solo sulla fortuna. Occorre conoscere le regole e le insidie del poker, del blackjack e della roulette per tentare la fortuna con un minimo di senno. Mai fidarsi ciecamente della dea bendata o del proprio sesto senso; inoltre non credo che insieme a voi faranno entrare anche la vostra palla di cristallo.

Gli ambienti in cui si può svolgere la visita per la patente

Come tutte le visite mediche, anche quelle per lidoneità alla guida, richiedono dei locali adatti alle attività sanitarie. Ovviamente un garage o il locale adibito alle attività didattiche male si adatta ai requisiti di privacy, sicurezza e quanto altro previsto per i gabinetti medici. Come è noto esistono delle normative nazionali applicabili a tutto il territorio italiano, ma la responsabilità del settore sanitario viene condivisa anche dalle Regioni. La norma prevede che la visita per la valutazione dellidoneità alla guida debba essere svolta allinterno di un gabinetto medico autorizzato. Pur tuttavia, la normativa relativa ai requisiti necessari ad individuare un gabinetto medico (diverso da studio medico ed ancor di più dallambulatorio medico) possono essere diversificati da un ambito regionale rispetto ad un altro, pur rientrando nei vincoli imposti dalla normativa nazionale. Di base, il luogo deve essere salubre, ed esente da rischi per la salute, dedicato esclusivamente allattività sanitaria (seppur momentaneamente) e tale da consentire la tutela della riservatezza e della privacy del paziente / cliente, deve consentire lo svolgimento della visita sia da un punto di vista oculistico (ad esempio: acutezza visiva, sensibilità al contrasto  ecc.) sia da un punto di vista generale e acustico ( silenziosità tale da poter valutare la capacità di comprendere una voce di conversazione a 2-4 metri di distanza). La strumentazione necessaria allo svolgimento della visita può essere cartaceo, strumentale o digitale, ma è bene ricordare che la visita rimane una valutazione di screening (ovvero di filtro) nel senso che non mira a individuare specifiche patologie, quanto a valutare la presenza o assenza di determinate capacità, e ad inviare il paziente / cliente al medico specialista o alla commissione medica locale  nel caso vi siano problemi. A tal fine, lorientamento giurisprudenziale attuale, riduce la strumentazione necessaria alla valutazione dellidoneità alla guida ad un minimo, interpretando per lappunto la visita come una valutazione medicolegale,  ben diversa da una visita specialistica (oculistica, oto-rino-laringoiatrica, neurologica, ortopedica o di altra natura). A titolo desempio, va ricordato che il campo visivo nei pazienti normali (ovvero senza particolari problematiche di rilievo) viene valutato per confronto ovvero senza alcun sostegno strumentale particolare. Ben diverso è il caso previsto dal DM 30/11/2010 che si riferisce ai pazienti con problematiche oculistiche di rilievo (vedi, pazienti monocoli organici o funzionali).

La morte (voluta) del tram e di un grande patrimonio infrastrutturale

Il grado di “simpatia” che ha il tram verso i cittadini

È risaputo che, come in tutti gli ambiti, ci sono detrattori e favorevoli, e anche in questo ambito troviamo entrambe le fazioni. La domanda che sorge spontanea è cosa sia stato fatto nel corso degli anni per favorire il tram. La risposta, breve e forse cattiva è: quasi niente. Ci sono infatti poche luci e molte ombre su ciò che è stato fatto. Se da una parte sono stati realizzati interventi di rilevante ingenza infrastrutturale ed economicasia sia per mitigare il livello di vibrazioni, sia per l’insonorizzazione delle rotaie (tra gli interventi si ricordano quelli su via Rossini e via Nicola Fabrizi), dall’altra ben poco è stato fatto per ammodernare il parco rotabile alle esigenze degli anni 2000, in cui, oltre alle annose lamentele sulla rumorosità delle vetture, si è inserita anche una sacrosanta riflessione sul livello di accessibilità dei tram nei confronti delle categorie deboli, quali anziani, persone con ridotta autonomia motoria, ecc… . Gran parte del parco tranviario della città sta infatti diventando inadeguato e sta causando lamentele più o meno accorate da parte dei cittadini che abitano in vie strette ove transitano i tram: via Valperga Caluso è ad esempio la precorritrice delle proteste che si sono espanse a macchia d’olio, a volte in maniera fin troppo esagerata (tra le lamentele si annoverano persone che hanno soperto che in una determinata via passava il tram solo quando sono andati ad abitarci e, anche se magari il tram passava lì da cento anni, pretendevano che fosse tolto). La mancanza che contestiamo in questa sede non è tanto il fatto che non siano stati acquistati nuovi tram: nessun Comune italiano può di certo sostenere una spesa così ingente (su questo fatto discorreremo più avanti). Ciò che contestiamo è il semplice fatto che non sia mai stata fatta una pianificazione di sostituzione: posto che manca il denaro, se ci fosse stato un piano pronto, alla prima occasione utile lo si poteva tirare fuori per accedere ad eventuali finanziamenti. Invece niente. Anzi, ogni qualvolta venivano presentati piani di sviluppo della rete tranviaria, questi sono stati cassati, magari dopo averli anche pagati! L’esempio eclatante è senza dubbio lo studio di IBV Hüsler, agenzia di ingegneria svizzera che aveva realizzato uno studio di riorganizzazione del trasporto pubblico in cui si sottolineava l’importanza e la portanza della rete tranviaria (maggiori dettagli su questo sito).

Cosa ha perso Torino negli ultimi anni.

La nostra città ha perso quasi metà della linea 10 nel 2006, la storica linea 18 nel 2008, la linea 13 nel 2013 e sempre nel 2013 ha visto il prematuro pensionamento dei tram serie 7000 e della constestuale amputazione della linea 3 sulla quale venivano utilizzate. Queste soppressioni sono state dettate vuoi per lavori, vuoi per altre motivazioni, ma col passare degli anni si è fatta sempre più nitida l’idea che si voglia smantellare la rete tranviaria, perché ad ogni sospensione del servizio tranviario non corrisponde una men che minima previsione di ripristino. Allo stato attuale sarebbe infatti impossibile gestire tutte le linee tranviare “originarie” (3, 4, 7, 9, 9/, 10, 13, 15, 16 e 18), e la motivazione è la più semplice: non ci sono abbastanza tram. Alcuni sono stati demoliti nel corso degli anni, altri sono stati lasciati a marcire nei depositi, altri ancora sono stati accantonati prematuramente. Nel frattempo non si è provveduto alla sostituzione delle vetture e quindi siamo arrivati alle porte del 2018 in cui per poter gestire poche linee se ne devono sopprimere alcune, mentre su altre bisogna fare il gioco della coperta corta a causa della mancanza di sufficienti vetture tali da assicurare il regolare servizio.

Il problema sono i metodi, non le scelte

Ciò che dà più fastidio in tutta questa vicenda non sono tanto le politiche trasportistiche (su cui, stanti questi smantellamenti e stante l’assenza della volontà di mantenere l’esercizio tranviario, siamo fermamente critici e contrari) che, se espresse sinceramente, accetteremmo pur traendone le ovvie considerazioni, ma sono i metodi attraverso i quali si mascherano le soppressioni e i tagli. La vicenda della linea 13 in cui il Comune si loda di averla trasformata in bus per renderla accessibile ai disabili è l’emblema che racchiude tutto: utilizzare i disabili per giustificare l’eliminazione di una rete portante della rete torinese lascia davvero senza parole perché ci si ricorda delle persone che hanno difficoltà solo quando serve per eliminare i tram. Mai un progetto o una proposta per l’eliminazione dei tram più datati e la loro sostituzione con dei nuovi a pianale ribassato. Ci si rifugia dietro al ritornello della mancanza di fondi.  Ma se anche ci fossero nulla cambierebbe perché, come già affermato, non c’è programmazione in tal senso e gli eventuali fondi verrebbero dirottati verso altre città. Se infine ci fosse davvero un’attenzione vera verso i disabili si inizierebbe a rendere innanzitutto le fermate accessibili agli stessi, dato che le auto in doppia file regnano sovrane in gran parte della città. Quindi far vedere tanta attenzione quando i problemi sono (anche) altrove, pone qualche dubbio sul fatto che l’operazione venga fatta per agevolare i disabili.

Altro fatto strano è la rimozione del tram in fretta e furia: in pochi giorni è stato deciso il passaggio alla gestione bus dopo che alcuni operai che installavano le luminarie natalizie hanno urtato la linea aerea danneggiandola gravemente. Il personale degli impianti fissi aveva già iniziato il ripristino ma sono poi sopraggiunti ordini di sospensione dei lavori. Una buona scusa per gestire il 13 con bus. Probabilmente le decisioni erano state già prese in quanto l’Agenzia per la Mobilità deve autorizzare sempre il cambio di tipologia di vetture in quasti casi per ricalcolare i contributi chilometrici. La fretta per la rimozione del 13 tram è molto strana anche per altri fatti: si ipotizza infatti un prolungamento del 13 verso via Servais ma non si hanno idee sul percorso (o comunque non è stato ancora concordato). Se la gestione bus era davvero inevitabile si poteva prolungare tale linea anche in collina verso corso Quintino Sella ed eliminare il 56, limitandolo a Porta Susa come più volte ventilato dall’Agenzia per la Mobilità.

Nuova linea 13/: dove sta la “fregatura”?

La nuova linea 13/ tranviaria che collegherà piazza Statuto a piazza Gran Madre viene vista quasi come una conquista dal Comune e dal Gtt: la vittoria di Pirro. Sarà sicuramente l’occasione per dimezzare i passaggi del 13 bus e far sì che nella tratta centrale i passaggi di 13 e 13/ insieme siano sostanzialmente quelli del “vecchio” 13 tram, mentre sul resto del percorso, ad esempio in piazza Campanella si avrebbe un bus ogni 15-20 minuti. Infine nessuno ha ancora capito come sarà la convivenza in piazza Statuto del capolinea del 10 e del 13/. Ma probabilmente, nessuno ha pensato che in piazza Statuto fa capolinea il 10 tram. O sarà la scusa per trasformare in bus anche il 10?

Centrifugati di frutta: gusto e salute

I centrifugati di frutta sono una delle migliori soluzioni per depurare il nostro organismo in maniera semplice, genuina e soprattutto gustosa. Il consumo giornaliero di frutta, come tutti sanno, aiuta a mantenere il corpo e la mente sani in qualsiasi circostanza anche se, molto spesso, risulta difficile, con la frenesia che contraddistingue la vita moderna, consumare le porzioni consigliate.
Proprio per questo i centrifugati di frutta possono rappresentare una valida alternativa. Vediamo meglio però nello specifico quali sono i vantaggi di questo tipo di alimentazione.

Rapidità e nutrimento

Come appare chiaro già dalla premessa il vantaggio più evidente che caratterizza i centrifugati di frutta è la rapidità con la quale essi sono preparati.
Non a caso, infatti, per preparare questi incredibili alimenti sono sufficienti solo pochi minuti, molti di meno di quelli necessari per la preparazione, ad esempio, di un caffè.
In più grazie agli strumenti utilizzati, (Ad esempio, in questo caso puoi tranquillamente vedere questo Sito riguardante la vendita degli spremi melograno per avere la possibilità di ottenere la realizzazione di succo centrifugato di melograno) è possibile mantenere invariati tutti i principi nutritivi e benefici del frutto in modo da gustare delle bevande assolutamente genuine per il nostro organismo.

Un’ottima soluzione anche per i bambini

I centrifugati di frutta rappresentano inoltre un’ottima soluzione anche per i bambini i quali, molto spesso, non gradiscono la frutta e la verdura consumate in maniera tradizionale.
Invece di obbligarli a mangiarle, è molto più semplice proporre loro un gustoso succo di frutta che possa allo stesso tempo garantire un’ottima integrazione con un gusto decisamente molto gradevole e simpatico.
Queste bevande possono essere adoperate sia come merenda al pomeriggio, invece di merendine iper caloriche che non fanno affatto bene, o anche come gustosa colazione per alternare il consumo di biscotti con una soluzione molto più genuina e benefica.